“La Sicilia nel cuore” di Milena Privitera

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Venerdì 22 settembre, in apertura dell’ultima giornata dell’EtnaBook Festival, si è discusso, disegnando svariate sfumature, sulla necessità psicologica dell’essere umano di rimanere fino alla fine fedele a se stesso, soprattutto intellettualmente, senza mai piegarsi alle inaspettate e irrazionali fatalità della vita.

Milena Privitera, insegnante di lingue e giornalista dal 1993, ci racconta del suo amore romantico e dannato per la città di origine, a cui non manca mai di rendere omaggio, lavorando per l’ufficio stampa della Fondazione “Taormina Arte Sicilia”.
In veste di taorminese doc, oltre che di vorace lettrice con una lunghissima esperienza di scrittura alle spalle, decide di pubblicare “La Sicilia nel cuore” (Algra Editore) per portare gli omaggi quest’Isola affascinante e impregnata di storia, custode di un immenso patrimonio artistico, culturale e letterario.
La sua opera si presenta, volutamente, come una raccolta di quindici racconti per consentire al lettore di fare dei grandi passi avanti rispetto alle consuete immagini del collettivo. La scelta narrativa di concludere ogni racconto con un finale aperto stimola, difatti, la nostra immaginazione .
Lo stile di Milena Privitera risulta estremamente fluido ed elegante, ma non per questo ridondante, nel tratteggiare vicende reali di notevole rilevanza storica, senza mai cadere nelle banalità. Dimostrando un certo rigore nella ricerca delle fonti, le sue analisi storiografiche portano a rivalutare la figura marginale, e al tempo stesso basilare, della donna.
<< La Sicilia è donna >> suggerisce, per l’appunto, la relatrice Lisa Bachis, aprendo in merito numerosi spunti di riflessione.
Le pagine intense scritte da Milena Privitera sono dedicate alle viaggiatrici che hanno attraversato la terra di Sicilia, definendola la loro meta preferita, e che hanno lasciato una preziosa testimonianza in diari mai tradotti ed epistole da tempo dimenticate.
Dopo anni passati ad elogiare il Gran Tour maschile e la sua ripercussione positiva ai fini della ricchezza culturale del territorio siciliano, è arrivato il momento di rendere protagoniste le personalità forti di viaggiatrici che, tra il XIX e XX secolo, hanno scrutato la Sicilia con occhio vigile e sguardo sognante.
Il testo è spesso e volentieri accompagnato da una sezione fotografica per permetterci di seguire più da vicino la loro scoperta epifanica della fascia del Mediterraneo, fino a sfiorare con mano la loro anima. Queste donne, attrici nelle vicende riportate da Milena Privitera, vengono accomunate con André Gide, Premio Nobel per la letteratura nel 1947, per la coraggiosa passione per la verità e l’invidiabile penetrazione psicologica.
Donne come Elizabeth Foutaine e Mabel Frances Hill, giusto per citarne qualcuna, ricercano costantemente l’onestà intellettuale e il rispetto dei valori a loro più cari, a volte inconciliabili con le rigide regole sociali ed etiche impostegli dalla società dell’epoca.
In riferimento al Novecento e all’impellente necessità di rispolverare la memoria, purtroppo sempre più a breve termine ed egoisticamente selettiva, la scrittrice ricorda, tra i suoi personaggi, Renate Kuerschner. La sua toccante storia conquista un posto nei nostri cuori, chiudendo il ciclo di racconti. Dopo l’emanazione delle leggi razziali del ’38, tutti i membri della famiglia ebrea dei Kuerschner decisero di suicidarsi, perché “stanchi di vivere soli e senza speranza”, lasciandosi trasportare dalle onde marine con le zavorre ai piedi.
Con una certa amarezza Milena Privitera ricorda le loro lapidi al Cimitero acattolico di Taormina, abbandonato e sommerso dalle erbacce. Al di là dei mancati interventi di manutenzione, lì rimarranno piantate le radici della città messinese e sotto il fitto strato di foglie secche resteranno comunque scolpiti i nomi di personaggi illustri, quali i Kuerschner e il celebre fotografo Wilhelm Von Gloeden.
Questo ci riconduce al tòpos principale, ovvero l’importanza della resistenza culturale contro la persecuzione del diverso e dell’approccio ad un’ideologia antifascista che prescinde da schieramenti politici di Destra e di Sinistra.

Mariacristina Di Pietro