Nascere in Sicilia – Incontro con lo scrittore Enzo Russo

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NASCERE SICILIANI, PROTAGONISTI DELLA RESISTENZA

Giovedì 19 settembre, in occasione della prima edizione dell’Etnabook Festival, lo scrittore Enzo Russo ci ha offerto un importante spunto di riflessione sulla resistenza siciliana. Lo scopo del suo intervento è mettere a fuoco, anche con una personalissima lente di ingrandimento, la questione scottante dell’antifascismo.

L’illustre scrittore siciliano Enzo Russo, originario di Mazzarino in provincia di Caltanissetta, è oramai un cittadino lombardo dal 1974. Sebbene gli impegni professionali lo abbiano tenuto per molti anni lontano dall’isola, non ha mai permesso alle taglienti malelingue di recidere il suo legame affettivo con la terra natia.
<< Mi definisco come un albero con le radici in Sicilia e le foglie in Lombardia >> risponde a chiunque gli chieda come sia possibile vivere questa doppia vita per assecondare anche le richieste del cuore.
L’attaccamento alla Sicilia, tuttavia, non è meramente dettato da un nostalgico senso di appartenenza ma scaturisce dall’esigenza dell’intellettuale di conoscersi e imparare a conoscere a 360 gradi, analizzando con occhio critico le dinamiche sociali che, inevitabilmente, hanno lasciato un’impronta nella sua formazione giovanile e nella sua identità di narratore del reale.
Questa lunga esperienza da attento osservatore della Sicilia viene tutt’ora affiancata dal suo costante impegno nell’associazione antibullismo “Io ho scelto”, di cui è fondatore, e nella presidenza dell’associazione antiracket “Noi e la Sicilia” di Mazzarino.
Con il suo progetto non mira tanto a denunciare il concetto stesso di omertà, che secondo la sua opinione potrebbe essere associato soltanto a pochissime persone contigue al potere, quanto a condannare l’inconcludente staticismo sociale e culturale.
Soltanto la vera intelligenza, intesa come propensione a leggere e apprendere, può tradursi in sincero interesse a discutere e confrontarsi, con cognizione di causa e sapiente umiltà.
<< La stupidità potrebbe anche considerarsi un diritto, ma l’ignoranza non può più avere giustificazione >> ci tiene a sottolineare Enzo Russo, rivolgendosi al pubblico e a Claudia Torrisi, relatrice dell’evento.
Il lasciarsi trasportare dalla “moda della paura”, tirata in ballo in diverse occasioni di vita quotidiana come conveniente scusa, ci obbliga sfortunatamente a restare spettatori inerti di un macabro spettacolo di cui saremmo, teoricamente, i protagonisti.
Confondendo la prudenza con il coraggio rimaniamo intrappolati nella ragnatela dell’indolenza e contribuiamo alla trasformazione del nostro Paese in un museo di luoghi comuni, dove sono validi alibi di ogni genere per minimizzare i nostri difetti.
Persino la gattopardiana convinzione del “nulla è cambiato” diventa un’illusoria convinzione, lasciando trasparire una scarsa conoscenza del passato e lo stupido desiderio che il futuro rimanga schiavo di una visione fatalista di rassegnazione, malaffare e prevaricazione.
Ecco come il fascismo, analizzato a lungo dagli storici come “curioso fenomeno di massa”, trascende momentaneamente dalle questioni politiche che lo riguardano e viene incluso in una sfera prettamente umana.
Se in Germania non esiste quasi più traccia del Nazismo, il nostro Paese non sembra aver chiuso del tutto i conti con quello che potremmo definire un “fascismo caratteriale”.

Mariacristina Di Pietro